Tag Archives: Anna Quarzi

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Il 14 giugno alle 17,30 a cura dell’Istituto di Storia Contemporanea,
verrà presentato a Ferrara presso il chiostro di Santo Spirito, vicolo S.
Spirito,11, il libro dello storico Giovanni Taurasi “Le nostre
prigioni. Storie di dissidenti nelle carceri fasciste”. Introduce
l’iniziativa Anna Quarzi e gli storici Andrea Baravelli e Micaela
Gavioli discuteranno con l’autore del volume. Il gruppo musicale
Tupamaros accompagnerà l’evento Nel libro si raccontano le storie di
un centinaio di antifascisti imprigionati nel Ventennio, dissidenti
celebri e meno noti e di diverso orientamento politico e provenienza
geografica. Riemergono storie ignote che intrecciano aspetti politici e
sentimentali, come il lungo fidanzamento ‘separato’ dal carcere tra
Sandro Pertini e Matilde Ferrari; il triangolo sentimentale che intrecciò
le vite di Tina Pizzardo, Altiero Spinelli e Cesare Pavese, follemente
innamorato e non corrisposto pienamente dalla Pizzardo; la tragica
storia di Anita Pusterla e Natale Premoli, perseguitati prima da
Mussolini e poi da Stalin; la tormentata vicenda di Iside Viana, morta
in carcere sola e emarginata dalle altre detenute perché aveva chiesto,
inutilmente, la grazia al Duce; la tragica storia dei due fratelli Mellone,
Francesco e Federico, morti entrambi in carcere di stenti. Sono solo
alcune delle cento storie rievocate nel libro, che costituiscono uno
panorama significativo dei dissidenti incarcerati dal fascismo. Il
volume contiene inoltre le biografie integrali dei detenuti e la
riproduzione delle foto segnaletiche. Pubblicato in aprile 2021
dall’editore Mimesis con l’ANPPIA (Associazione nazionale
perseguitati politici italiani antifascisti), dal libro è stato tratto anche un
podcast intitolato “Le nostre prigioni” che si può ascoltare sulle
principali piattaforme (Spreaker, Spotify ed Apple).


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La notte del ’43 raccontata alle scuole

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Ieri 26 novembre si è svolto presso il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah l’incontro online sulla lunga notte del ’43, organizzato da Isco Ferrara in collaborazione con il MEIS con gli studenti di cinque scuole della provincia di Ferrara: Liceo Scientifico A. Roiti, Liceo Ariosto, Polo Scolastico Codigoro, IISAP “Rita Levi Montalcini”, Bachelet Ferrara.
Sono intervenuti il direttore del MEIS Amedeo Spagnoletto, la Presidente di ISCO Ferrara Anna Quarzi, il presidente dell’ANMIG Giorgio Pancaldi, il prof. Giorgio Rizzoni, il Prefetto di Ferrara Michele Campanaro, la dirigente USR Ferrara Veronica Tomaselli, l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Marco Gulinelli.


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COMUNICATO STAMPA

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Molti anni fa il filosofo Emil Cioran notò che l’assiduità del ridicolo costituiva una risorsa per il genere umano, che del ridicolo aveva bisogno per potere sopravvivere più di una generazione. Con profondo disagio, per lo più derivato dal triste spettacolo delle polemiche scatenate dall’ipotesi di allestire una mostra fotografica dedicata alla trasvolata oceanica del 1933, l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara tiene a precisare che, nell’ambito della sua attività di promozione della ricerca scientifica, ha da tempo avviato un percorso di ricerca pluriennale sul ventennio fascista e, in esso, sul ruolo giocato da Italo Balbo. Tale percorso, impreziosito dal materiale donato dalla famiglia Balbo, è stato pensato in modo da essere riccamente articolato, privilegiando il moltiplicarsi delle occasioni di riflessione e l’uso di differenti strumenti di analisi.

Il punto di avvio di tale percorso è stata la realizzazione, nell’aprile 2019, di un primo seminario di ricerca, dal titolo Fondo Famiglia Balbo. Nuovi percorsi di ricerca (www.isco-ferrara.com/fondo-famiglia-balbo-nuovi-percorsi-di-ricerca); un secondo passaggio è costituito dalla prossima pubblicazione, a cura del professor Andrea Baravelli dell’Università degli studi di Ferrara, presso l’editore Mimesis, di un volume collettaneo dal titolo Il fascismo in persona. Italo Balbo. La storia e il mito (gennaio 2021). Passo ulteriore di questo percorso sarà la realizzazione di una mostra fotografica, a partire dal materiale depositato presso l’Istituto di Storia contemporanea, dedicata alla trasvolata del 1933, al suo impatto nell’opinione pubblica e al suo utilizzo quale strumento di propaganda da parte del regime fascista. Il programma messo a punto dall’Istituto, con la cura scientifica del professore Andrea Baravelli, si svilupperà quindi nel tempo, prendendo in esame diversi aspetti ed episodi della vita di Italo Balbo. Nella convinzione che lo studio della sua figura, senza alcuna indulgenza e cedimento all’agiografia, possa offrire un grande contributo allo studio del fascismo italiano. Una seconda questione appare da chiarire: nessuna collaborazione è stata avviata tra l’Istituto di Storia contemporanea di Ferrara e l’onorevole Vittorio Sgarbi, che ha annunciato un percorso espositivo che non ha a che vedere con la mostra progettata dall’Istituto Andrea Baravelli (docente di Storia Contemporanea dell’Università di Ferrara e responsabile scientifico del “Fondo Famiglia Balbo”)

Anna Quarzi (presidente Istituto di Storia Contemporanea)


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Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

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